mercoledì 2 dicembre 2015

Una giornata non proprio qualunque

Arrivi a fine giornata che riassumi mentalmente ciò che è accaduto, ciò che hai pensato e sentito dentro e fuori di te. Ripensi al tuo cane che ti saluta per primo tutto festoso, mentre cerchi ancora di aprire gli occhi e riprendere grinta per affrontare il nuovo giorno. Pensi a chi in famiglia ti ha supportato, ascoltato, lasciato sfogare i tuoi dubbi, le tue perplessità e incoraggiato a non mollare e a continuare a lottare. Perché in fondo la vita di un uomo senza difficoltà è una vita inutile ( questa non è mia lo ammetto, ma sentita proprio stasera). Ripensi al tuo amico, uno tra quelli più fidati, con cui hai scambiato reciprocamente confidenze intime e tra una risata e l'altra ti accorgi di vedere il mondo un po' più luminoso, poi vedi l'orario avanzato e tu corri senza fermarti per arrivare in tempo a casa, cambiarti di fretta, prendere l'auto e andare a lezione di tango. Un'ora e mezza di ballo con il gruppo di amici che ormai fanno parte della tua vita e una danza che lascia dentro l'impressione che le gambe siano più agili, i passi vengano meglio e dentro trovi una leggerezza improvvisa che allevia quel cuore un po' oscurato dal pensiero di un viso. E poi torni a casa stremato, pronto per rilassarti e all'improvviso un messaggio che in fondo non ti aspettavi e che in qualche modo ti allieta la cena. Che dire? È stata un'altra giornata impegnativa, in previsione di altre più toste.

domenica 29 novembre 2015

Il manipolatore: carnefice e vittima e l'amore malato. Come liberarsene...

A volte ci ritroviamo dentro reti ben predisposte, senza neppure rendercene conto. Dire addio o uscire da un amore malato si può, è prima di tutto un dovere verso se stessi. Eppure, se da un lato la ragione indica la giusta strada, dall'altro il cuore persiste nel portarci verso la persona sbagliata. Sono tante le donne che cadono, senza volerlo, nella spirale di un cosiddetto manipolatore. Donne spesso considerate forti o che lo sono realmente, ma che poi si ritrovano in un amore malato. Chi è il manipolatore e quando si può dire che un amore è malato? Il manipolatore è colui che ha un ego talmente smisurato da credere che il mondo gli ruoti attorno, un egocentrico narcisista che cerca nelle donne una continua conferma, perdendosi in vuote storie di sesso. È misogino, odia in fondo le donne, pur sfruttandole in quanto considerate strumenti di puro piacere per poche ore, è convinto che siano il male e che nascondano chissà quali gravi misfatti e scorrettezze. Il manipolatore sceglie con cura la vittima da sacrificare nella sua vita; non si accontenta di una donna tranquilla e già di per sé sottomessa, ma vorrà una donna forte con una sua personalità perché la sfida e il gusto della conquista diventeranno incredibilmente più eccitanti. È un uomo che riesce con il suo fascino ad avvicinare la preda, riempirla di attenzioni, ma sin da subito dovrebbe scattare un campanello d'allarme. Il suo amore o interesse nascondono un bisogno di possedere, un volere tutto e subito senza rispettare i tempi altrui, cerca di sottomettere, soggiogare senza mai ascoltare realmente le ragioni dell'altro, ma mostrando chiusura verso il prossimo, perché l'unica volontà e ragione che bisogna far valere sono le sue. È un uomo insicuro, fragile interiormente che cerca nel suo bisogno di dominare di far quadrare il suo precario equilibrio, rendendo pian piano emotivamente instabile la donna che ha sotto mano. E quest'ultima se anche si rende conto della propria sofferenza in una situazione simile, vivrà picchi vertiginosi di dolcezza da parte di lui, per poi ritrovarsi negli inferi della disperazione perché lui, il manipolatore, è bravo a farla sentire sbagliata, denigrandola e cercando di rinchiuderla lontana dal mondo. È un uomo fortemente possessivo, geloso ai limiti dell'incredibile, controlla, vuole sapere tutto saltando da una calma apparente a una rabbia esplosiva se qualcosa lo convince poco, senza ascoltare eventuali ragioni e spiegazioni plausibili, perché lui detiene la verità in tasca. È un amore malato, prima ce ne rendiamo conto e prima usciamo da un tunnel senza luce in cui si ricade giorno dopo giorno, consapevoli che qualunque cosa verrebbe detta, potrebbe far scattare in lui rabbia e azioni vendicative. Una donna che si ritrova a vivere un amore simile inizierà un suo calvario personale, da un lato la voglia di amare e di essere amata da un uomo che a modo suo crede di essere capace di amare, e dall'altro la voglia di evadere e fuggire via senza però riuscirvi. Solo con una vera presa di coscienza, dopo tanto riflettere, dopo una vera spinta personale o con l'aiuto di qualcuno vicino, amico o parente che sia, sarà possibile uscirne fuori e dare un addio e perché no?! un vaffanculo definitivo a chi cerca di dominare nel nome dell'amore. Ci sarebbe tanto da dire, spero che come me, tante altre donne siano in grado di allontanarsi da un uomo simile, perché non ne vale la pena. Poche ore di serenità e paradiso toccato, non valgono il gioco infernale in cui si ricade, giorno dopo giorno. Sono tante le donne vittime di situazioni simili, bisogna sapersi amare, far valere il proprio carattere anche quando stanche ci si ritrova a pensare di avere bisogno di lui. Dopo l'addio mancherà, mancherà da morire come se vi avessero tolto quella stessa aria che già vi era preclusa da lui e forse anche dopo tempo continuerà a mancare, perché il manipolatore è una sanguisuga emotiva, eppure per il proprio benessere è necessario andare via e non voltarsi più indietro. Perfino nei suoi ritorni non bisogna cedere mai. Chi è manipolatore non cambia, non è neppure consapevole di esserlo. E i suoi ritorni servono solo a farvi credere che il vostro dolore ai suoi comportamenti è ogni volta un po' più piccolo del precedente, così da abituarvi alla sua sottomissione e alla sua tirannia che si rivela in atteggiamenti da tipico padrone. Per ogni manipolatore esistono altri dieci uomini di natura gentile che sarebbero pronti ad amarvi realmente. Donne amatevi e liberatevi da catene invisibili! La violenza psicologica è a volte peggiore di quella fisica!

sabato 28 novembre 2015

I luoghi di Montalbano

Chi non conosce la serie di Montalbano? Anche solo per sentito dire, eppure tutti dovrebbero avere la possibilità di vedere dal vivo quei luoghi che lasciano un'impressione indelebile. Spiagge sconfinate, mare cristallino tra rocce e sabbia pastosa con pagliuzze dorate. Luoghi del Ragusano che lasciano un'impronta, un fascino in chi li visita la prima volta, rafforzando l'impressione positiva le volte successive. Quando sono stata a Sampieri, Marina di Ragusa, Punta Secca (dove si trova il b&b ovvero casa di Montalbano) sono rimasta stregata. Sono luoghi dove lo sguardo si perde verso un infinito non circoscritto, luoghi come Scicli, Ragusa Ibla che racchiudono con il loro aspetto rustico un carattere particolare che lascia, nell'osservatore, l'idea di luoghi un po' misteriosi, un po' familiari. E sono tante e tutte contraddittorie le sensazioni che se ne ricavano. Punta Secca divenuta famosa soprattutto per la vista del mare dalla terrazza della casa dell'ispettore, regala l'idea di un posto fuori dal mondo, ancora del tutto incontaminato. Mi sono arresa senza più combattere per alcuni minuti, seduta in riva al mare, ad osservare quelle onde a volte calme, altre arrabbiate con la furia del vento, lasciando i capelli volare liberi a sferzare il mio viso. Ho lasciato che la sabbia calda cullasse il mio corpo, abbandonata ad occhi chiusi, sotto un sole cocente. Perché lì ad Agosto il sole è un re assoluto. Ho lasciato che la sera vagassi per le strade di Marina di Ragusa, tra bancarelle e villette con i loro piccoli cancelli che ricordano molto il mio sogno di bambina, quando desideravo possedere una casa così. Ho visitato la cattedrale di Ragusa Ibla, imponente vista dall'esterno con la sua scalinata, e il silenzio irreale al suo interno, mentre ristoranti e pub esterni richiamavano numerosi turisti. Guardo il ciondolo acquistato nella gioielleria della piazza centrale, un ciondolo a forma di Sicilia con incisi i vari comuni; un portafortuna da portare sempre con sé. Il camping a Sampieri dove la notte di Ferragosto credevi di trovarti nella movida di Ibiza e potevi ballare sotto le stelle mentre luci intermittenti illuminavano, in modo blando, le calme onde del mare. Passeggiare di mattina tra quelle spiagge districandosi tra i numerosi bagnanti, per poi osservare la folla abbandonare quel luogo verso il tramonto, lasciando il mare silenzioso nella sua solitudine. Ed è stato allora che ho compreso che non avrei più dimenticato quei luoghi; ferma in piedi, guardavo dall'alto della strada dove con i miei amici avevamo parcheggiato, la vista di quel mare imponente con la spiaggia infinita ormai abbandonata di Cava D'Aliga, per comprendere che sarei tornata, una, due, tre volte, ogni momento in cui sarebbe stato possibile. Ricaricare le proprie energie, sentirsi finalmente parte integrante di un universo che spesso ci attira, ma che noi respingiamo. Chi non ha mai visitato "i luoghi di Montalbano", non ha la più pallida idea di cosa fino ad oggi si è perso.

venerdì 27 novembre 2015

Napoli... che passione!

Sono figlia unica, ma ho avuto la fortuna di un'amica importante, all'età di cinque anni. L'ho conosciuta nel mio primissimo giorno di scuola. Siamo cresciute insieme come sorelle. Diverse nell'aspetto fisico e nel carattere, ma uguali nel modo di vivere e affrontare la vita. Lei napoletana come la sua meravigliosa mamma, una napoletana doc, io siciliana. Conosco il dialetto o meglio l'inflessione del tono di voce, la solarità dei napoletani, il loro amore sviscerato per una città che fa sognare e a tratti anche disperare. È un mondo che va apprezzato con le sue luci ed ombre, Napoli in fondo o si ama o si odia, e spesso chi dice di odiarla diventa, senza saperlo, schiavo di quel fascino di donna appariscente, formosa, vestita con colori sgargianti, ma bella oltre ogni dire, anche se non sempre elegante, come alcuni intendono tale termine. Napoli è così, è tanto, è troppo, ti conquista con la sua vivacità, i suoi modi di dire, la sua schiettezza; seduce perché sa riempire il vuoto emotivo di chi la visita. Trasmette calore, lo stesso che cerchiamo in un abbraccio avvolgente; culla il palato con i suoi dolci, gli struffoli, la pastiera, le sfogliatelle, il suo cibo spesso fritto e pesante, mozzarella in carrozza, pizze fritte, arancini, impossibile elencarli tutti. Fa ballare, sorridere o piangere con le sue canzoni struggenti, a volte malinconiche, altre volutamente tragiche. È un mondo contraddittorio ma coerente a se stesso, un mondo a parte, una nazione nella nazione. Con l'aggiunta del fascino della costiera amalfitana, Capri, Ischia... Cosa sarebbe l'Italia senza una città come Napoli? E lasciamo perdere i discorsi razzisti di chi mal vede questa città. Come per tutte le cose, bisognerebbe guardare gli aspetti da tutte le angolazioni. Non dimentichiamo Artisti come Totò, i fratelli De Filippo, Nino d'Angelo, Peppino di Capri, Massimo Ranieri, e che dire di Caruso, Massimo Troisi e Pino Daniele? Anche in questo caso impossibile elencarli tutti; nomi che lasciano comprendere la grandiosità dei talenti napoletani. "Anema e Core" sempre, con cui questo popolo affronta la vita, insegnandomi, a loro volta, identico modo di vivere, con quella vitalità, quell'esuberanza a tratti eccessive, ma che lasciano in chi le conosce, la sensazione che il mondo può contenere ancora qualche perla, anche se a volte nascosta da polvere spessa.

giovedì 26 novembre 2015

Lo stereotipo di Mister Big che ormai dilaga a dismisura...

Carrie di Sex and the City ci ha tenuti incollati alla tv, per stagioni intere, con il suo Mister Big, un uomo indeciso, forse innamorato o forse semplicemente attratto, un uomo forse impaurito o uno stronzo poco palese. Chissà chi era realmente quest'uomo, ma rappresenta la maggior parte degli uomini che ormai vagano come schegge impazzite, per ripetere gli stessi rituali. Vanno, vengono, spariscono, tornano, rispariscono, tornano e così via in una lotta estenuante per la donna nel doverli capire e comprendere e soprattutto nel non riuscire a cancellarli del tutto dal proprio cuore. Per par condicio dirò che vi sono ormai anche donne che assumono simili atteggiamenti, in una vendetta trasversale nel difendere il genere femminile e fare impazzire il povero uomo che le avvicina. In questa rete infernale è facile cadervi, difficile uscirne. Quante donne si sono ritrovate invischiate in un amore (?) a senso unico, incomprensibile dove il lui in questione appare a tratti innamorato, a tratti distante anni luce? Ed ecco allora le interminabili discussioni tra amiche, nel cercare di comprendere qualcosa che dovrebbe già essere compreso. Lui non prova lo stesso che prova lei! Eppure a volte i segnali, i fatti, sono contraddittori e se le parole dicono qualcosa, i fatti ne dicono di altrettanto, in modo tale da non potersi neppure appigliare a una discordanza d'intenti. Siamo nati per essere felici, eppure sembrerebbe che l'amore si nutra di sofferenza; più soffriamo e più c'intestardiamo. Se il fuggitivo ci scappa dalle mani come anguilla insaponata, s'innescherà un meccanismo perverso che forse tendiamo a confondere con l'amore, ma in realtà è solo una voglia di conquista, un cercare una conferma che non arriva. Chissà. Personalmente mi sono ritrovata in una situazione del genere, seppur con mille accorgimenti per eludere simili abbagli, ebbene si, lo riconosco, anch'io ho peccato di fiducia verso il prossimo e forse perfino in me stessa nella scelta dell'individuo sbagliato. E non è facile allontanare dalla mente un individuo che gioca con il caldo e il freddo in modo sapiente, forse neppure in modo consapevole, e che tiene un filo invisibile con cui riesce a legare le anime. Altrui sia chiaro, perché la sua è indipendente e sa cosa vuole e cosa non vuole. S'innescherà un gioco perverso di gatto e topo dove l'unico sentimento in vigore è quello della sofferenza e del non-poterne-davvero-più. Carrie era sicura di amare Mister Big, io sinceramente non saprei dire. Personalmente mi sono sempre piaciute le persone dalle idee chiare e dagli altrettanti comportamenti; forse la ricerca di una conquista mi spinge verso quel volere di più, o forse sono la prima che fugge, trasformandomi nella degna "compagna" di Mister Big. Quello che so con certezza è che la vita è troppo breve per passarla con continui alti e bassi che portano una sorta di delusione interiore. Quando un gioco si fa troppo lungo, quando un uomo non è intenzionato a iniziare qualcosa di vero, non servono inutili giri di parole, non servono neppure pochi fatti positivi contro altri palesemente stonati. L'unica cosa che andrebbe fatto è chiudere ogni porta, ogni spiraglio che possa lasciare passare anche il più piccolo squillo della presenza dell'altro, e togliere il tappetino di benvenuto a chi non ha mai saputo apprezzarlo. Poche idee ma chiare, aiutano a vivere meglio. Facile a dirsi, un'impresa a farsi. Come tante donne che in questo momento stanno lottando e perdendo la serenità oltre che salute dietro uomini che non sanno che pesci prendere tra la moltitudine di aringhe, è bene togliersi dalla massa, seppur a malincuore, e ricominciare a vivere o da soli, o con qualcuno che sappia davvero vedere la bellezza di ognuna di noi.

La confusione in Amore negli ultimi anni

Negli ultimi anni è nato un vero e proprio boom del tanto e del troppo. In ogni campo e in ogni luogo, ma soprattutto nei sentimenti. Le maggiori possibilità di conoscere gente nuova, in palestra, al lavoro, tra uscite di amici e perché no, perfino in chat, si sono rivelate un'arma a doppio taglio. Se da un lato è una nota positiva allargare il giro delle proprie conoscenze, dall'altro si è rivelato un boomerang che ritorna indietro colpendo la stessa persona che l'ha lanciato. L'attrazione o curiosità che possono sorgere nei confronti di qualcuno, svaniscono alla stessa velocità della luce per qualcosa di nuovo, che lascerà posto a una nuova novità dopo altri tre giorni e così via. Senza sosta, senza mai focalizzarci sulla personalità di qualcuno. Quello che più interessa è solo l'aspetto fisico, quello che si vorrebbe è una o due ore di puro piacere, per poi ricominciare a cercare. Ma cercare cosa esattamente? Tutti cercano qualcosa, anche chi nega, ma senza una vera consapevolezza di quello che realmente si cerca. E si vaga, come eremiti, in posti desolati alla ricerca di anime migliori, per poi puntualmente imbattersi in anime aride. Ma ciò che colpisce è il momento in cui si scopre un'anima vera in un deserto pieno di sabbia, dovrebbe scattare un interesse maggiore verso una conoscenza più approfondita, e invece colti da improvvisa paura del "diverso" e di ciò che potrebbe conquistarci, ci allontaniamo per difenderci, perdendo qualcosa che poteva essere importante. In amore si dice "Vince chi fugge", ma se ormai tutti fuggiamo, chi resta e chi vince?

martedì 24 novembre 2015

Come si fa colazione a Catania

A Catania la colazione non è solo un banale rito di consumazione, ma anche un vero e proprio ritrovo tra amici e momento personale di relax. Ci si incontra per "prendiamoci una granita con brioche" o "andiamo a fare colazione insieme" tipiche espressioni di chi vive in questa città, dove il lavoro si alterna a momenti di pura gioia. Perché per chi pensi il contrario, anche i meridionali lavorano! Ma lo fanno tenendo anche conto della vita normale, senza affanni e ritagliandosi momenti personali. Ecco che allora ci si incontrerà in un locale o bar tipici della via Etnea o al lungomare, dove lasciare lo sguardo spaziare tra antichi monumenti del Duomo o dell'azzurro del mare che si infrange tra scogli di pietra lavica. Seppure ormai quasi inverno, i catanesi non rinunciano ai tavolini all'aperto. Il clima è clemente con questa città particolare. Ed ecco che si ordinerà una granita, ai gusti di mandorla o cioccolato, fragola o limone, pistacchio, gelsi ma solo in stagione, pesca dove il ghiaccio non è l'unico componente, ma la polpa e lo sciroppo di frutta rendono la granita un cibo indimenticabile. Si gusta pian piano con la sensazione di freddo che si sposa con il caldo della brioche tipica catanese che non trovi da nessun'altra parte. La brioche tonda con cappellino superiore che per i catanesi è un vero e proprio trofeo da gustare solo alla fine. I sapori si sciolgono, la vista si riempie nel vedere i bicchieri di vetro riempiti e i colori che già invitano ad un assaggio. Se poi si vorrà ampliare il gusto per i più esigenti è prevista la panna montata di sopra. E questo è solo un primo indizio delle leccornie che qui si possono trovare. E allora buongiorno a tutti e buona colazione anche se l'orario ormai è piuttosto avanzato, diciamo che ogni scusa è buona per gustare un'ottima granita.